(Tratto da www.nicolamontaquila.it/i_capelli.html )I CAPELLI Capelli lunghi, corti, lisci, ricci, folti, fluenti o ordinati: ornamento di grande fascino, richiamo sessuale e di seduzione, la capigliatura è in realtà investita di significati simbolici non sempre univoci, a testimoniare la sua grande significatività antroplogica, culturale, simbolica. I capelli sembrano infatti espressione di un'energia viva, capace di ricrearsi in continuazione.
Com'è noto, benché singolarmente abbiamo una definita e limitata possibilità di allungarsi, crescono e si rinnovano per tutta la vita. Inoltre, incarnano una sorta di legame e di attaccamento a forme altrettanto vitali e rigeneranti presenti in natura, non ultima la sessualità. I capelli significano infatti anche istintualità: le rappresentazioni di Satana, delle streghe, di Pan, tutti fortemente irsuti, con chiome aggrovigliate e scompigliate, lo confermano. Il colore dei capelli Grande valore simbolico viene attribuito anche al colore sei capelli: la capigliatura scura accentua infatti l'elemento terra, materia, istintualità; quella bionda sembra collegarsi maggiormente a un simbolismo solare, di lucentezza e chiarore. L'associazione capelli-raggi del sole assume pertanto il valore di collegamento della materia o istinto con un principio superiore, spirituale. Nel giudizio dei morti egizio, ad esempio, il defunto porta una parrucca nera, simbolo della notte e di uno stato di coscienza indistinto. Dopo il giudizio di Osiride essa muta il suo colore in bianco, segno dell'avvento di una nuova era di luce e di coscienza.

Nel mito biblico di Sansone i capelli appaiono invece strettamente legati alla forza virile e al legame col Dio degli Ebrei. La rasatura che l'eroe subisce simboleggia il temporaneo allontanamento dalla luce divina. È solo con il recupero di questo legame attraverso un cammino interiore in condizione di cecità (introspezione, visione interiore, morte dell'io) che Sansone può ritrovare la sua energia, dono divino.

Il taglio dei capelli, fino alla rasatura completa, ha in realtà sempre avuto, nella tradizione religiosa e culturale, il senso di sacrificio o anche di mutilazione di alcune virtù dell'essere umano, fino al significato estremo di perdita della propria identità profonda (simili vissuti si ritrovano anche in casi di gravi alopecia), e comunque quello di una trasformazione netta della propria individualità. Lo scalpo rituale degli indiani d'America, il taglio dei capelli delle vestali o delle suore, dei sacerdoti greci o egizi, o quello dei monaci buddisti segnalano sì un atto di umiltà e rinuncia, ma anche di legame con una dimensione spirituale iper-umana.

Ricci e lisci, i capelli assumono significati diversi

La forma e la posizione dei capelli suggeriscono invece una relazione con il mondo delle immagini mentali e dei pensieri, con "quello che abbiamo in testa". I capelli ricci sono così associati a qualcosa di molto vitale, anche se contorto e difficile da dipanare (ricci-capricci); i capelli ondulati riportano a un pensiero che si articola in maniera flessibile e nuova; quelli lisci una linearità che può caratterizzare anche i contenuti mentali. Allo stesso modo anche la consistenza dei capelli, forti o esili, la docilità al pettine, la presenza di nodi, la loro vitalità possono ricollegarsi a situazioni caratteristiche del modo di pensare di un soggetto, presenti nel suo modo di essere. Il legame capelli-pensieri viene suggerito anche dall'incanutimento precoce che a volte segue una situazione esistenziale particolarmente difficile: le preoccupazioni fanno venire i capelli bianchi, si dice.

Benessere della persona e benessere dei capelli dunque si collegano. La loro caduta è legata al ciclo stagionale e richiama la perdita di forze, di interessi, di cose lasciate dietro di sé: una rapida caduta di capelli può in effetti può in effetti conseguire un lutto - reale o immaginario - o una rinuncia preventiva alla vita, come una sorte di precoce invecchiamento. Così, una testa completamente calva può riportare all'immagine di un deserto dove nulla nasce e si muove, espressione di un mondo senza fantasia, immutabile, fermo, o del paradossale desiderio di tornare con la testa nuda e pulita del neonato. Quando qualcosa di nuovo rompe l'equilibrio precedente o qualcosa su cui poggiava la nostra identità e la nostra tranquillità scompare, l'alopecia (perdita patologica dei capelli) simboleggia la recisione di un legame. In particolare, in un bambino la comparsa di chiazze alopeciche può denotare la recisione di un legame, quello con la figura materna, da cui egli dipende totalmente: i capelli mancanti esprimono cioè la perdita di quell'affetto vitale.

Sotteso all'alopecia è anche il significato di togliere di mezzo i capelli-pensieri sporchi, aggressivi o pesanti, che comunque rappresentano qualcosa di ingombrante. Se a perdere massivamente i capelli è una donna, non stupirà ritrovare nel suo vissuto situazioni di rinuncia o di perdita della sua femminilità e dell'immagine di sé come evocatrice di fantasie sessuali o erotiche. Se invece, come spesso accade agli uomini, i capelli cadono perché "soffocati" da un'eccessiva produzione di sebo (dermatite seborroica), ci si può trovare di fronte a un maschile che non riesce a trovare la strada verso la propria soggettività creativa, autonomia e forza vitale.